Amorim verso la panchina del Milan: accordo vicino, manca solo il sì di Cardinale

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Milan, la svolta in panchina si chiama Rubén Amorim

Il 14 giugno potrebbe essere ricordato come la data della svolta. Dopo settimane di attesa, indiscrezioni e trattative sfumate, il Milan sembra finalmente a un passo dalla scelta del suo nuovo allenatore: il portoghese Rubén Amorim, ex tecnico dello Sporting Lisbona e del Manchester United, è il nome più caldo per sedersi sulla panchina rossonera nella stagione 2025/26.

Colloqui positivi tra Cardinale, Ibrahimović e gli agenti di Amorim

Secondo le ultime indiscrezioni, nelle scorse 48 ore ci sono stati incontri proficui tra la proprietà del Milan — con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimović in prima linea — e gli agenti del tecnico portoghese. I colloqui avrebbero portato a una base d’intesa anche sul fronte economico: Amorim avrebbe accettato le condizioni contrattuali proposte dal club rossonero. A questo punto mancherebbe soltanto il via libera definitivo di Gerry Cardinale per rendere ufficiale la nomina.

Va ricordato che il tecnico è attualmente libero da ogni vincolo contrattuale, dopo la fine della sua avventura al Manchester United, il che rappresenta un vantaggio non trascurabile per le casse del Milan, che non dovrà corrispondere alcun indennizzo a un altro club.

Il profilo di Amorim: lo Sporting Lisbona e l’esperienza al Manchester United

Rubén Amorim è un allenatore che ha dimostrato di saper costruire qualcosa di importante partendo dalle basi. Il suo percorso più brillante è stato senza dubbio quello allo Sporting Lisbona, dove ha conquistato due titoli di campione nazionale, imponendo un calcio riconoscibile, aggressivo e verticale. Il modulo di riferimento del tecnico portoghese è il 3-4-1-2, con una difesa a tre che garantisce solidità e larghe corsie esterne per sviluppare la manovra.

L’esperienza al Manchester United è stata invece più travagliata: arrivato in una situazione societaria e tecnica complessa, Amorim non è riuscito a invertire la rotta di un club in piena crisi. Nessun trofeo, molte difficoltà e un addio anticipato. Tuttavia, il confronto con Old Trafford non è così distante dalla situazione vissuta da molti tecnici di livello mondiale che si sono seduti su quella panchina: il contesto non è mai stato favorevole. Questa nuova avventura in rossonero rappresenta per lui un’occasione di rilancio importante, in una piazza storica e ambiziosa come quella milanese.

Il Milan con la difesa a tre: cosa cambia nel gioco rossonero

Se l’accordo dovesse concretizzarsi, i tifosi rossoneri possono aspettarsi un cambiamento tattico significativo. Il Milan tornerebbe a schierarsi con la difesa a tre, un sistema che richiede grande organizzazione e fisicità. Il gioco di Amorim punta su pressing alto, intensità e transizioni rapide, caratteristiche che potrebbero esaltare le qualità di diversi elementi della rosa rossonera.

Amorim sarebbe il terzo allenatore portoghese sulla panchina del Milan negli ultimi anni, dopo Paulo Fonseca — che aveva guidato i rossoneri nella stagione 2024/25 — e prima di Sergio Conceição, che ha preso le redini della squadra nella seconda parte della stessa stagione.

Una scelta non immediata, ma una scelta concreta

Va detto con onestà che Amorim non era il primo nome nella lista dei candidati. Prima di lui erano stati sondati profili come Iraola, Xavi, Pochettino e altri tecnici europei. Il fatto che si sia arrivati a lui non ne sminuisce il valore: anzi, rappresenta una garanzia di qualità e disponibilità. Ibrahimović, che pur non rivestendo un ruolo dirigenziale ufficiale agisce come braccio destro di Cardinale e punto di riferimento tecnico-sportivo del club, avrebbe avuto un peso determinante nella scelta finale.

Il Milan ha ancora qualche settimana prima dell’inizio ufficiale della preparazione estiva: il tempo c’è, la direzione sembra finalmente chiara. I tifosi rossoneri possono guardare con fiducia a questo possibile arrivo, sperando che stavolta l’ultimo ok arrivi davvero.

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