Liberali via dal Milan: la clausola del 50% che fa riflettere

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Si torna a parlare di Mattia Liberali, uno dei talenti più interessanti cresciuti nel vivaio del Milan. Il giovane centrocampista offensivo, protagonista di una stagione positiva con il Catanzaro in Serie B, potrebbe presto fare il salto di categoria. Ma la struttura dell’accordo che lo ha portato in Calabria lascia qualche interrogativo sul piano economico per il Milan.

La cessione al Catanzaro e la clausola inserita

Liberali non è più di proprietà del Milan: il trasferimento al Catanzaro è già avvenuto in via definitiva. Tuttavia, al momento della cessione, il club rossonero ha avuto la lungimiranza di inserire una clausola che garantisce il 50% del valore di una futura rivendita. La clausola è fissata a 6 milioni di euro, il che significa che in caso di trasferimento del giocatore a un’altra società — anche di Serie A — al Milan andrebbero 3 milioni di euro.

Chi si è fatto avanti per Liberali?

Stando alle ultime indiscrezioni, almeno un paio di club di Serie A avrebbero manifestato interesse concreto per il centrocampista. In particolare si sarebbero mossi il Como e il Sassuolo, quest’ultimo reduce dalla retrocessione e intenzionato a ripartire con profili giovani e di qualità. Liberali, che fa parte stabilmente delle selezioni giovanili della Nazionale italiana, ha tutte le caratteristiche per imporsi nel calcio professionistico di alto livello.

Tre milioni: abbastanza?

Il nodo centrale è questo: 3 milioni di euro per un giocatore del genere sono pochi. Molto pochi. Liberali è un profilo giovane, tecnico, con margini di crescita ancora ampi e già nel giro delle nazionali under italiane. Cederlo — anche in modo definitivo — con una struttura che garantisce al Milan solo 3 milioni netti è una scelta che, a distanza di tempo, appare difficile da giustificare sul piano sportivo ed economico.

La scelta del giocatore e le ragioni del prestito evitato

Va detto, per onestà di analisi, che Liberali stesso aveva manifestato la volontà di non restare in prestito. Aveva visto l’esempio di altri colleghi usciti dal settore giovanile rossonero — come Lorenzo Colombo e Tommaso Pobega — rimasti in giro per diversi anni senza trovare una collocazione definitiva. La scelta di una cessione a titolo definitivo al Catanzaro, con la garanzia di minutaggio e responsabilità, è quindi comprensibile dal punto di vista della crescita personale del calciatore.

Un’opportunità che poteva essere gestita meglio

Tuttavia, dal punto di vista del Milan, la struttura contrattuale poteva essere costruita in modo più tutelante. Una percentuale del 50% su una clausola da 6 milioni significa rinunciare a una fetta importante del valore generato dal settore giovanile rossonero. Un vivaio che, storicamente, ha prodotto talenti di livello assoluto e che merita una gestione economica più attenta. Il Milan, con una struttura dirigenziale più solida, avrebbe probabilmente potuto negoziare condizioni migliori o trovare soluzioni alternative — magari un prestito con obbligo di riscatto a cifre più elevate. Vedremo dove approderà Liberali nella prossima stagione e se il suo percorso di crescita continuerà con la stessa traiettoria positiva.

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