Il Milan sembra aver trovato la sua direzione. Dopo settimane di attesa e di silenzio, le ultime notizie che arrivano da fonti vicine agli entourage dei diretti interessati disegnano un quadro sempre più chiaro: Ralf Rangnick come direttore tecnico e Oliver Glasner come allenatore. Questa è la coppia su cui Gerry Cardinale starebbe puntando per rilanciare il progetto rossonero dopo la totale riorganizzazione della dirigenza.
La rifondazione parte dall’alto: via Furlani, Moncada e Tare
Il punto di partenza è noto: il club ha azzerato la propria struttura dirigenziale con i licenziamenti di Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Igli Tare e Sergio Conceição. Una pulizia radicale che ha lasciato il Milan senza guida operativa per diversi giorni, in un momento delicato come quello di avvio del calciomercato estivo. Ora però qualcosa si muove, e i nomi che circolano con maggiore insistenza sono proprio quelli dell’austriaco e del tedesco.
Rangnick direttore tecnico: il profilo
Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico della nazionale austriaca, è una figura di spicco nel panorama calcistico europeo. Noto per il suo approccio al calcio pressing e per aver creato interi modelli di sviluppo nei club (Red Bull Salisburgo, RB Lipsia), ha già avuto in passato contatti con il calcio italiano. Portarlo al Milan significherebbe affidarsi a una mente progettuale di lungo respiro, capace di costruire un’identità di gioco dall’alto verso il basso, dal settore giovanile alla prima squadra. Le indiscrezioni parlano di un suo interesse a intervenire anche sulla gestione del settore giovanile rossonero, un segnale che la visione sarebbe strutturale e non solo emergenziale.
Glasner in panchina: i titoli parlano per lui
Oliver Glasner è un tecnico che ha dimostrato concretamente di saper vincere. Con l’Eintracht Francoforte ha conquistato la UEFA Europa League 2021-22, eliminando squadre di primo livello. Con il Crystal Palace ha compiuto un lavoro straordinario, portando la squadra londinese a risultati inaspettati. Il suo calcio è moderno, verticale, basato su pressing alto e transizioni rapide: caratteristiche che ben si adattano a un progetto di ricostruzione. Allenare il Milan, tuttavia, è un’altra dimensione: la pressione, la storia, le aspettative della piazza rossonera aggiungono un peso specifico che non ha paragoni nel panorama europeo.
Chi sarà il direttore sportivo?
Un tassello ancora da definire è quello del direttore sportivo. Secondo le informazioni disponibili, si tratterebbe di un profilo vicino a Rangnick, un uomo di fiducia che completi la struttura tecnica. Un segnale ulteriore di quanto il modello che si vuole costruire sia quello di un football director con piena autonomia e una rete di collaboratori fidati, sul modello dei club tedeschi e inglesi più organizzati.
Aspettando l’ufficialità
Le tempistiche restano ancora incerte. Gli aspetti contrattuali e progettuali sono ancora in fase di definizione, e finché non arriverà una comunicazione ufficiale del club, ogni scenario resta aperto. Cardinale, nuovo protagonista nella gestione delle trattative personali, è una figura su cui il mercato e i tifosi stanno imparando a leggere il modus operandi. L’auspicio è che la chiusura arrivi presto, per dare al Milan il tempo necessario di lavorare sul calciomercato estivo con una struttura tecnica già operativa. Il Milan si prepara a voltare pagina: con Rangnick e Glasner, il futuro rossonero potrebbe essere davvero ambizioso.




