Milan, l’ora delle scelte: Rangnick vicino al sì. Calvelli prende quota nel nuovo assetto rossonero

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Il Milan è un cantiere aperto. Anzi, qualcosa di più. È una società che sta provando a ricostruirsi dalle fondamenta dopo un terremoto dirigenziale che ha lasciato vuoti importanti ai vertici del club. E adesso il tempo stringe.

Gerry Cardinale lo sa bene. Per questo il proprietario di RedBird, affiancato dal suo uomo di fiducia Zlatan Ibrahimovic, sta accelerando su tutti i fronti per consegnare al popolo rossonero una nuova struttura organizzativa prima del Mondiale, quando lo stesso Ibrahimovic sarà impegnato negli Stati Uniti come opinionista per Fox Sports.

Il primo tassello porta un nome pesante: Ralf Rangnick.

Il guru che può cambiare il Milan

L’incontro andato in scena a Vienna nei giorni scorsi ha rafforzato la candidatura dell’attuale commissario tecnico dell’Austria. Cardinale e Ibrahimovic attendono adesso una risposta definitiva che potrebbe arrivare già nel corso della settimana.

Non sarà una scelta semplice.

Rangnick continua a mantenere il massimo riserbo e, dal ritiro della nazionale austriaca, ha evitato di sbilanciarsi. Un atteggiamento che nasconde una realtà precisa: oltre alla proposta del Milan, sul tavolo c’è la concreta possibilità di proseguire la propria avventura sulla panchina dell’Austria anche dopo il prossimo Mondiale.

La federazione austriaca, dal canto suo, vorrebbe definire rapidamente il futuro del proprio selezionatore e non intende arrivare alla rassegna iridata con un commissario tecnico in bilico.

Ma a Casa Milan prevale l’ottimismo.

L’impressione è che il club rossonero sia pronto a consegnare a Rangnick ampi poteri decisionali, affidandogli la guida dell’intera area sportiva.

Glasner e Jaissle, i nomi per la panchina

Se arriverà il tanto atteso sì, il tecnico-manager austriaco sarà chiamato immediatamente a scegliere il nuovo allenatore.

Le candidature più calde sono due.

La prima porta a Oliver Glasner, reduce dal trionfo in Conference League alla guida del Crystal Palace e considerato uno degli allenatori più brillanti del panorama europeo.

L’altra conduce a Matthias Jaissle, tecnico tedesco di appena 38 anni, da tempo stimato da Rangnick e perfettamente in linea con la filosofia di gioco aggressiva e moderna che il dirigente austriaco ha esportato in tutta Europa.

Due profili diversi, ma accomunati dalla stessa matrice calcistica.

Calvelli assume un ruolo centrale

Nel frattempo il Milan deve continuare a governare l’ordinaria amministrazione.

L’uscita di scena di Giorgio Furlani ha inevitabilmente generato un vuoto di potere che il club sta cercando di colmare nel più breve tempo possibile.

Per garantire continuità operativa, il consiglio di amministrazione ha deciso di ampliare le deleghe di Massimo Calvelli, figura di assoluto spessore manageriale. L’ex amministratore delegato dell’Atp, oggi CEO International di RedBird Development Group e Operating Partner di RedBird Capital Partners, diventa così uno degli uomini chiave della nuova architettura rossonera.

In tandem con il presidente Paolo Scaroni, Calvelli avrà il compito di assicurare piena operatività al club in una fase particolarmente delicata.

Anche sul fronte federale filtra tranquillità. Nonostante le indiscrezioni relative ai termini per la presentazione della documentazione necessaria all’iscrizione al prossimo campionato di Serie A, da Casa Milan assicurano che la situazione è sotto controllo.

La settimana decisiva

Le prossime ore potrebbero dunque risultare determinanti per il futuro del Diavolo.

Prima il sì o il no di Rangnick. Poi la scelta del nuovo allenatore. Infine il completamento dell’organigramma dirigenziale.

Cardinale e Ibrahimovic stanno disegnando un Milan completamente nuovo. Un progetto che punta a rompere con il recente passato e a riportare il club ai vertici del calcio europeo.

Adesso serve soltanto l’uomo giusto a cui affidare il volante.

E quel nome, sempre più spesso, sembra essere quello di Ralf Rangnick.

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