Milan, Massimo Ferrari candidato CEO: «Posso fare la differenza»

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Chi è Massimo Ferrari, il candidato italiano alla guida del Milan

Mentre il Milan lavora per costruire il proprio organigramma dirigenziale, spunta un nome tutto italiano per il ruolo di amministratore delegato: quello di Massimo Ferrari, ex membro del consiglio di amministrazione rossonero e figura già ben nota all’interno delle dinamiche societarie del club.

Ferrari è stato parte del CDA del Milan dal 2020 al 2022, un biennio denso di significati: ha vissuto dall’interno la svolta societaria e sportiva che ha portato alla conquista del 19° Scudetto, un titolo atteso da undici anni che ha riacceso l’entusiasmo di tutto il popolo rossonero. Un’esperienza che gli ha lasciato un segno profondo, come dimostra lui stesso con le sue parole.

Le parole di Ferrari: «Sono orgoglioso, posso fare la differenza»

In un’intervista rilasciata al quotidiano Il Giorno, Ferrari non ha nascosto né la sua ambizione né il suo attaccamento ai colori rossoneri. «Sono orgoglioso di aver fatto parte del CDA del Milan che ha segnato la svolta per il risanamento e i risultati sportivi», ha dichiarato, riconoscendo il merito di quel ciclo alla gestione Elliott, alla direzione sportiva e a un management all’altezza di una grande società.

Poi la candidatura vera e propria: «Non c’è ancora nessun accordo, ma sono convinto che il mio profilo possa fare la differenza nella gestione di un gruppo che non è solo una squadra di calcio, ma di fatto un’azienda complessa». Sponsor, ingaggi, diritti televisivi: Ferrari conosce bene la struttura economica del Milan e non si tira indietro.

Il messaggio si chiude con un inequivocabile: «Forza Milan».

Perché la candidatura Ferrari merita attenzione

Nel panorama di nomi che stanno circolando per i vertici rossoneri — molti dei quali stranieri e non sempre entusiasti all’idea di approdare in Via Aldo Rossi — la figura di Ferrari porta con sé alcune caratteristiche non banali. Prima tra tutte: è milanista. Un dettaglio che, nel contesto attuale, ha un peso specifico notevole.

Avere un amministratore delegato che conosce il club dall’interno, che ha già navigato le complessità della struttura societaria rossonera e che porta una passione autentica per i colori del Milan, rappresenta un valore aggiunto difficile da quantificare ma impossibile da ignorare. In un momento in cui il club ha bisogno di ritrovare identità e compattezza, un profilo del genere potrebbe rappresentare esattamente il punto di equilibrio giusto tra competenza manageriale e appartenenza.

Un Milan da rifondare: la sfida del nuovo management

La candidatura di Ferrari si inserisce in un contesto societario che richiede decisioni rapide e lungimiranti. Come evidenziato nelle scorse settimane, la ricerca di DS e AD è ancora lunga e costellata di rifiuti. Il Milan ha bisogno di figure che credano nel progetto e che siano pronte a metterci la faccia, l’energia e l’esperienza. La candidatura di Massimo Ferrari, con il suo bagaglio di conoscenza diretta del club e la sua dichiarata volontà di contribuire, è una pista che merita di essere valutata con la dovuta attenzione.

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