Milan, la ricerca di DS e AD è ancora lunga: tanti rifiuti e un mercato già blindato dai paletti

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Milan nel mezzo della rivoluzione: la ricerca della nuova dirigenza è tutt’altro che semplice

Il Milan è nel pieno di una delle estati più complesse della sua storia recente. Mentre i tifosi attendono notizie certe su chi guiderà il club nella prossima stagione, da Via Aldo Rossi filtra una realtà ben più articolata di quanto appaia in superficie. Zlatan Ibrahimovic e Gerry Cardinale stanno moltiplicando le telefonate, ma — stando alle ultime indiscrezioni — stanno raccogliendo anche numerosi rifiuti da parte dei profili contattati.

Non è una novità che, dall’esterno, la situazione rossonera appaia ancora confusa e in divenire: la mancata qualificazione alla Champions League per il secondo anno consecutivo ha ridimensionato il peso specifico del progetto Milan agli occhi di molti dirigenti di primo piano, che preferiscono aspettare contesti più stabili prima di legarsi al club.

Paletti chiari: il mercato sarà in tono minore

Un punto fermo è già emerso con chiarezza: il mercato estivo del Milan sarà necessariamente contenuto. L’assenza dalla Champions League — con la conseguente perdita di decine di milioni di euro di introiti — impone una strategia basata principalmente sul player trading: vendere per comprare, con un saldo da tenere sotto controllo.

La rosa attuale conta circa 19 giocatori in scadenza o di rientro da prestiti — tra cui Bennacer, Bondo, Terracciano e Chukwueze — ma non tutti rientreranno nei piani tecnici del nuovo allenatore e del futuro direttore sportivo. Molti saranno ceduti o liberati a parametro zero.

Facendo un ragionamento conservativo: se il Milan dovesse vendere 5 o 6 elementi della rosa attuale per fare cassa, si troverebbe costretto a effettuare almeno una decina di operazioni in entrata per costruire una squadra competitiva da portare in Europa. Una rosa da 24-25 giocatori è il minimo indispensabile per affrontare una stagione con impegni europei.

Un’estate di rivoluzione: non solo in panchina

Quello che si prospetta, dunque, è uno stravolgimento totale: non solo nell’area tecnica e dirigenziale, ma anche nella composizione della squadra. I tifosi rossoneri dovranno prepararsi a vedere un Milan profondamente rinnovato rispetto a quello dell’ultima stagione.

Secondo le informazioni che circolano in queste ore, i profili che il Milan sta cercando per le posizioni chiave — amministratore delegato e direttore sportivo — saranno con ogni probabilità figure straniere, in linea con la filosofia di RedBird Capital Partners. Lo stesso vale per la panchina. Una internazionalizzazione totale della struttura dirigenziale.

Sul fronte dei nomi circolati, va segnalata anche la smentita di Giovanni Carnevali, attuale amministratore delegato del Sassuolo, che ha dichiarato pubblicamente di non aver avuto alcun contatto con il Milan. Un nome — il suo — che era stato più volte accostato alla causa rossonera nelle ultime settimane.

La rivoluzione avviata a Casa Milan è appena cominciata: la strada è ancora lunga, ma la direzione sembra tracciata. Il Milan si rialzerà, e questa fase di costruzione — per quanto dolorosa — potrebbe essere il punto di partenza di un nuovo ciclo vincente.

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