Milan nel caos: Allegri resiste, salta Tare e il futuro resta un rebus

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Milan nel caos: Allegri resiste, salta Tare e il futuro resta un rebus

MILANO — Altro che rivoluzione già scritta. In casa Milan regna il caos, ma una certezza sembra emergere tra le pieghe di una stagione tormentata: Massimiliano Allegri non ha alcuna intenzione di farsi da parte. A rilanciare il tema è Gianluca Di Marzio, che a Sky Sport 24 ha fotografato una situazione rossonera sempre più intricata tra panchina, dirigenza e strategie societarie.

Allegri si aggrappa al contratto

Il tecnico livornese resta aggrappato al suo contratto e soprattutto all’obiettivo Champions. Perché la qualificazione europea farebbe scattare automaticamente il rinnovo fino al 2028, con un ingaggio da sei milioni netti a stagione. Tradotto: se il Milan decidesse di cambiare guida tecnica, dovrebbe mettere in conto un esonero pesantissimo e il pagamento di due allenatori contemporaneamente.

Tare fuori dal progetto

Ma il vero terremoto sembra riguardare l’assetto dirigenziale. Secondo Di Marzio, Igli Tare non sarà il direttore sportivo del Milan nella prossima stagione, nonostante appena poche settimane fa il dirigente albanese avesse pubblicamente parlato di progettualità condivisa con Allegri.

Chi comanda davvero a Casa Milan?

Sul tavolo resta il grande interrogativo: chi comanda davvero a Casa Milan? Giorgio Furlani appare sempre più al centro delle contestazioni e all’interno del club convivono anime differenti, con visioni opposte sul futuro tecnico e sportivo della squadra. Una frattura che, secondo gli osservatori vicini al mondo rossonero, starebbe condizionando anche le strategie di mercato e la scelta del prossimo allenatore.

I possibili scenari futuri

E allora attenzione agli scenari. Vincenzo Italiano resta un nome forte nei pensieri della dirigenza, così come Maurizio Sarri continua a orbitare attorno al mondo Milan. Sullo sfondo anche l’ipotesi Nazionale per Allegri, pista che potrebbe diventare concreta nelle prossime settimane.

Nel frattempo il popolo rossonero osserva e aspetta. Perché dopo una stagione vissuta tra tensioni, contestazioni e risultati altalenanti, il rischio è quello di assistere all’ennesima estate di ricostruzione. E a Milanello, ormai, nessuno sembra più davvero sicuro del proprio posto.

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