Lo sfogo sui social di Federico Mangiameli
Una testimonianza dura, diretta e senza filtri quella affidata ai social da Federico Mangiameli, classe 2005, ex giocatore delle giovanili dell’AC Milan. Il giovane calciatore, che dopo l’esperienza rossonera è passato al Bologna e poi al Torino prima di abbandonare il calcio nell’estate del 2023, ha deciso di rompere il silenzio e raccontare pubblicamente ciò che ha vissuto dietro le quinte del calcio professionistico italiano.
Le parole di Mangiameli: corruzione e raccomandazioni
Lo sfogo è arrivato a ridosso dell’eliminazione dell’Italia dalla corsa ai Mondiali, quasi come un promemoria amaro sulle ragioni profonde della crisi del calcio tricolore. Queste le parole dell’ex rossonero:
“Da un lato rosico per l’eliminazione, dall’altro sono felice. Solo chi ha vissuto in quel mondo può sapere lo schifo che c’è dietro. Procuratori che portano giocatori dalla Promozione alla Serie C grazie a una busta con 50.000 euro. Serie A Primavera fatte solo di stranieri pagati, follie al mese, allenatori che non potevano nemmeno decidere chi schierare. Ho visto robe indegne, soldi, compagni di squadra trattati in maniera oscena da dirigenti senza rispetto.”
Mangiameli non si è fermato qui, definendo il sistema calcio italiano come “tossico” e aggiungendo:
“A differenza degli altri sport, è diventato uno sport da non prendere come esempio. Gente che si lancia per terra continuamente, raccomandazioni, gente ignorante, maleducata che per quattro soldi farebbe di tutto.”
Un quadro inquietante che interroga tutto il sistema
Le accuse mosse dal giovane ex calciatore sono gravissime e toccano temi delicati come la corruzione nel mondo dei procuratori, le pressioni sui tecnici delle giovanili e il trattamento riservato ai ragazzi dei settori giovanili. Un racconto che purtroppo non rappresenta un caso isolato, ma che si aggiunge a una serie di segnalazioni emerse negli ultimi anni sul funzionamento dei vivai italiani.
Il fatto che Mangiameli abbia mosso i primi passi proprio nel settore giovanile del Milan — uno dei più prestigiosi e strutturati d’Italia — rende la testimonianza ancora più significativa. Va precisato che le sue parole si riferiscono a un’esperienza complessiva nel calcio italiano, maturata in più club e contesti diversi.
La necessità di un cambiamento strutturale
Questa testimonianza si inserisce in un momento già delicato per il calcio italiano, con la FIGC in piena fase di transizione e una Nazionale che fatica a ritrovare la propria identità. Le parole di Mangiameli rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato: il futuro del movimento calcistico passa anche e soprattutto dalla tutela dei giovani calciatori e dalla trasparenza del sistema.
Fonte: post pubblicato da Federico Mangiameli sui propri canali social.




