Se è vero che l’importante è vincere a prescindere dal come lo si faccia, è altrettanto vero che una vittoria non cancella errori e problemi che infestano una squadra. Quella col Torino è stata una vittoria sofferta, in cui il Milan si è fatto più volte schiacciare dagli ospiti, soffrendo e ripartendo a malapena soprattutto nel primo tempo.
Là davanti: Pulisic e Leao non incidono
Là davanti continuano i casi di avvistamento fantasmi, con Pulisic che, similmente al suo compagno di reparto Leao, non riesce più a incidere in quella posizione da seconda punta. In questo caso è quasi fisiologico che chi gioca a centrocampo sia costretto a improvvisarsi mattatore della serata, in un mix di qualità individuale esaltata da una corretta collocazione in campo e benessere psico-fisico, cose che mancano a chi sta là davanti.
Il futuro: ripartire dalle certezze
Ora, possiamo anche rassegnarci alla triste idea che questa stagione sia finita, ma se si vuole costruire un futuro per questa squadra, bisogna ripartire dalle certezze e dai campioni già in rosa, rimettendoli in condizione di poter incidere nelle prestazioni e affiancando loro nuovi innesti di livello. Perché, se non si vogliono rivedere partite come quella di ieri sera, non ci sono alternative.
La ripresa non basta: problemi strutturali
Nella ripresa c’è stata sicuramente più sostanza, più compattezza e più cinismo, ma non si può pensare che questo basti a risolvere dei problemi strutturali e radicati nelle fondamenta di questa rosa, corta e costellata di giocatori altalenanti nelle prestazioni. Se questa situazione non verrà affrontata, si rischia di compromettere non solo questa stagione, ma anche le prossime.




