Milan-Torino: vincere per riprendere il secondo posto
La pressione è tutta sulle spalle del Milan, che oggi alle 18:00 a San Siro affronta il Torino in un match che non ammette passi falsi. Dopo il successo del Napoli, che ieri sera ha battuto il Cagliari 1-0 scavalcando i rossoneri in classifica, la squadra di Max Allegri ha un solo obiettivo: tornare al secondo posto e arrivarci alla sosta con un risultato positivo, soprattutto dopo la battuta d’arresto contro la Lazio.
Lo scontro diretto in casa del Napoli, in programma il giorno di Pasquetta, rappresenta un appuntamento cruciale. Per presentarsi a quell’appuntamento nel modo migliore, i tre punti di oggi sono fondamentali.
Leao out: problema all’adduttore, dubbi e polemiche
La notizia principale che arriva da Milanello riguarda Rafael Leao, che non è stato convocato per la sfida contro il Torino a causa di un problema all’adduttore. Il portoghese, che convive con una pubalgia che si riacutizza periodicamente, ha accusato dolore durante la rifinitura di ieri pomeriggio, costringendo lo staff medico a escluderlo dalla lista dei convocati.
La cronologia degli eventi racconta una giornata piuttosto movimentata: alle 12:00 di ieri, durante la conferenza stampa, Allegri aveva confermato la disponibilità di tutti gli attaccanti, compresi Leao e Santiago Gimenez, indicando come unici assenti Loftus-Cheek e Gabbia. Poi, nel tardo pomeriggio, intorno alle 17:30, a fine seduta è emerso che il numero 10 non aveva completato l’allenamento.
La tempistica dell’infortunio ha inevitabilmente alimentato qualche sospetto nell’ambiente, considerando la settimana turbolenta vissuta dall’attaccante lusitano: il diverbio con Christian Pulisic, il successivo chiarimento con stretta di mano a Milanello, le voci di un possibile trasferimento con quotazioni in rialzo. C’è chi si chiede se il giocatore, consapevole di non partire titolare dopo quanto accaduto a Roma, abbia preferito non rischiare.
Il motivo ufficiale resta il problema fisico. Oggi Leao si sottoporrà a esami supplementari per valutare l’entità del fastidio. A questo punto appare probabile anche la sua esclusione dalla convocazione del Portogallo per gli impegni della nazionale durante la sosta.
La probabile formazione: Allegri sceglie il 3-5-2
Senza Leao, Allegri dovrebbe confermare il 3-5-2 con Mike Maignan tra i pali. In difesa il terzetto composto da Tomori, De Winter e Pavlović. A centrocampo spazio a Saelemekers e Bartesaghi sulle fasce, con Fofana in cabina di regia – in vantaggio su Ricci – affiancato da Modrić e Rabiot, quest’ultimo di ritorno dopo aver scontato la squalifica. Sulla corsia mancina dovrebbe rientrare Bartesaghi, che peraltro non è stato convocato dalla Nazionale italiana, decisione che ha suscitato discussioni.
In attacco la coppia sarà formata da Niclas Füllkrug e Christian Pulisic, lo stesso tandem offensivo visto dal primo minuto contro la Fiorentina. L’americano cerca il gol che manca dal 28 dicembre, mentre il centravanti tedesco ha messo a segno un solo gol in campionato con la maglia rossonera. Allegri ha chiesto una sveglia dal punto di vista realizzativo: insieme a Nkunku, i due devono alzare il livello delle prestazioni offensive.
Occhio anche a Santiago Gimenez, regolarmente convocato e pronto a entrare a partita in corso per dare il proprio contributo nel finale.
Il Torino: avversario mai banale per il Milan
La missione non sarà semplice. Il Torino arriva da un cambio di allenatore e storicamente, sia a San Siro che al Grande Torino, i granata offrono sempre prestazioni di carattere contro il Milan. Servirà la migliore versione dei rossoneri per portare a casa i tre punti e affrontare la sosta con il sorriso.
Cardinale parla al Financial Times: tra ambizioni e frustrazioni
Nel frattempo, fuori dal campo, ha fatto discutere l’intervista rilasciata da Gerry Cardinale, proprietario del Milan tramite il fondo RedBird Capital Partners, al Financial Times. Il numero uno rossonero, che raramente si rivolge ai media italiani, ha parlato delle difficoltà incontrate negli ultimi tre anni alla guida del club.
“Ho affrontato cose che non avevo mai visto”, ha dichiarato Cardinale, definendo “assurde e frustranti” le domande ricorrenti sulla reale proprietà del club, con i continui riferimenti al fondo Elliott. Il vendor loan – la forma di finanziamento con cui Elliott ha sostenuto l’acquisizione di RedBird – ha alimentato per anni dubbi sulla titolarità effettiva della proprietà rossonera.
Cardinale ha poi affrontato il paragone con Silvio Berlusconi: “Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi e si aspettano che spenda senza limiti”. L’imprenditore americano, che figura al nono posto tra le famiglie più ricche della Serie A, ha ribadito di tenere molto al club, alla città di Milano e all’Italia, ma ha chiarito che il suo approccio sarà diverso, orientato alla sostenibilità e a una gestione moderna.
Molti osservatori e tifosi attendono un confronto diretto e trasparente con l’ambiente Milan: una conferenza stampa in Italia, con domande specifiche sul progetto sportivo e sui piani di rafforzamento della squadra, potrebbe rappresentare il passo giusto per colmare la distanza tra proprietà e tifoseria. Finora, le interviste rilasciate a testate finanziarie internazionali non hanno sciolto tutti i nodi, ma la volontà di Cardinale di “dimostrare ogni giorno” il proprio impegno lascia spazio a un cauto ottimismo per il futuro rossonero.
Fonti: Financial Times, Milan News




