Allegri punta sul talento offensivo e sull’equilibrio del centrocampo per espugnare Roma. Biancocelesti con qualche assenza, ma l’Olimpico resta un campo difficile.
MILANO- All’Olimpico il Milan cerca continuità e punti pesanti nella corsa ai vertici. La sfida contro la Lazio rappresenta uno snodo importante della stagione rossonera: la squadra di Massimiliano Allegri vuole confermare il momento positivo e approfittare anche delle difficoltà dei biancocelesti, alle prese con diverse assenze.
Il Diavolo all’Olimpico
Roma evoca ricordi contrastanti per i rossoneri, ma questa volta il Milan arriva nella Capitale con fiducia e con l’obiettivo di restare agganciato alle prime posizioni della classifica. Dopo gli ultimi risultati utili, il gruppo rossonero punta sulla qualità del proprio attacco e sulla solidità di una difesa che nelle ultime settimane ha ritrovato compattezza.
La partita promette ritmo e intensità: da una parte la Lazio di Sarri, fedele al 4-3-3 e spinta dal pubblico dell’Olimpico, dall’altra un Milan pronto a colpire con velocità e talento sulle corsie offensive.
Le ultime da Milanello
Allegri deve fare i conti con alcune assenze importanti. Non saranno della partita Adrien Rabiot, squalificato, oltre agli infortunati Ruben Loftus-Cheek e Matteo Gabbia. Restano fuori anche altri elementi non ancora recuperati pienamente.
Il tecnico rossonero dovrebbe affidarsi a un 3-5-2 capace di garantire equilibrio e qualità nelle transizioni.
Probabile formazione Milan:
Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Jashari (o Ricci), Estupinan; Pulisic, Leao.
Davanti tutto ruota intorno alla fantasia di Rafael Leao e alla concretezza di Christian Pulisic, chiamati a sfruttare gli spazi contro una Lazio che potrebbe presentarsi rimaneggiata soprattutto a centrocampo.
Lazio tra emergenza e orgoglio
Anche i biancocelesti arrivano alla sfida con diversi problemi di formazione: fuori tra gli altri Provedel, Rovella e Cataldi, mentre Romagnoli resta in dubbio.
Sarri dovrebbe schierare un tridente offensivo con Isaksen, Maldini e Zaccagni, cercando di mettere pressione alla difesa rossonera con ritmo e aggressività.
La chiave della partita
Il duello si giocherà soprattutto a centrocampo. Il Milan proverà a imporre qualità e palleggio con Modric e Fofana, mentre la Lazio cercherà intensità e ripartenze veloci.
Per il Diavolo, vincere all’Olimpico significherebbe dare un segnale forte al campionato: una vittoria che potrebbe tenere aperta la corsa ai vertici e consolidare la fiducia di un gruppo che vuole tornare protagonista.
Il tecnico ha subito messo in guardia i suoi sulle caratteristiche dell’avversario. «Loro ti concedono pochi spazi, danno molta pressione sulla palla. Allo stesso tempo hanno giocatori che hanno molta tecnica», ha spiegato Allegri, sottolineando come le squadre allenate da Maurizio Sarri siano tradizionalmente difficili da affrontare.
A caricare l’ambiente rossonero è stata anche la visita di una leggenda del club come Andriy Shevchenko, presente a Milanello nelle scorse ore. Allegri ha commentato con un sorriso: «La visita di Sheva ha fatto molto piacere, speriamo porti bene in vista della partita di domani».
Il Milan arriva alla sfida forte della vittoria nel derby e di un clima positivo nello spogliatoio. «Dopo la partita eravamo tutti contenti per i tre punti che ci hanno permesso di allungare sulle inseguitrici», ha raccontato Allegri. «I ragazzi si sono ripresentati agli allenamenti in modo molto sereno. Ora abbiamo la Lazio, sempre una partita complicata. È importante fare un altro passetto in avanti. Siamo arrivati a 60 punti, il prossimo mini obiettivo è arrivare a 70».
Numeri importanti anche in difesa, con appena 20 gol subiti, ma l’allenatore rossonero frena i discorsi sul titolo. «Non è una questione di provarci: noi dobbiamo fare il nostro, perché con 60 punti non si va da nessuna parte. Davanti c’è una squadra con 7 punti di vantaggio e dietro altre che ci stanno rincorrendo. Dobbiamo fare corsa su noi stessi. Per entrare nei primi quattro posti bisogna vincere altre cinque partite».
Dal punto di vista delle scelte di formazione, il Milan dovrà fare a meno di Rabiot. Allegri ha spiegato che la decisione è ancora aperta: «Domani giocherà non so chi tra Jashari e Ricci, ma l’importante è che la squadra faccia una prestazione di ordine e di grande fase difensiva. Loro segnano spesso nel finale». A Roma i rossoneri potranno comunque contare su un forte sostegno del pubblico: «Ci saranno 10mila tifosi del Milan, per noi è molto importante».
Sul fronte offensivo non ci sarà ancora Gimenez, anche se il tecnico ha rassicurato sulle sue condizioni. «Non sarà convocato, ma è in una buona condizione, soprattutto a livello psicologico. Per la parte finale della stagione abbiamo bisogno di giocatori che facciano gol».
Inevitabile anche una domanda sulla possibile rimonta scudetto. Allegri è stato pragmatico: «C’è solo un modo per raggiungere l’Inter: che loro perdano e che noi vinciamo. I fatti diranno se saremo stati bravi a vincere tante partite».
Sul piano tattico il tecnico si aspetta una gara complessa. «Sarà una partita difficile, loro concedono poco. Per caratteristiche hanno fatto sempre questo tipo di campionato. Per loro sarà una partita importante perché cercheranno di battere il Milan, e per noi lo è perché ci consentirà di fare un passettino in avanti».
Allegri ha poi toccato anche il tema europeo e le difficoltà delle squadre italiane in Champions League. «Il calcio è bello perché è opinabile e ogni anno cambiano le situazioni. Anche le inglesi sono in difficoltà. Questo format è divertente ma può cambiare molto la classifica. Non c’è una regola».
Il messaggio finale alla squadra è chiaro: equilibrio e concentrazione. «La forza che dobbiamo avere è lavorare in serenità senza esaltarci o deprimerci. Il Milan sta facendo un buon percorso, ma non abbiamo ancora raggiunto nessun obiettivo. Adesso arrivano le partite che contano».
Infine, spazio alle condizioni di alcuni giocatori. «Pulisic sta molto meglio fisicamente, nel derby ha fatto una buona partita ed è in continua crescita. Anche Leao, Fullkrug e Nkunku stanno bene».
E una battuta su Fofana: «Lo step che vorrei? Il gol. Speriamo che lo faccia presto».
Quanto alla crescita del Milan negli ultimi mesi, Allegri preferisce guardare avanti: «Bisogna avere la convinzione di fare altri risultati. Domani c’è un’altra partita e verremo valutati per questo».
Sullo scudetto, però, il tecnico resta fedele alla sua filosofia: «L’ambizione non è parlare di titolo, ma fare il massimo ogni giorno. Poi vedremo chi sarà il migliore: il campionato è lungo e alla fine vince chi ha fatto la stagione migliore».




